
La nuova politica americana
Quella di genere è una questione complessa. Tra chi si batte per affermarne l’importanza e chi arriva a negarne l’esistenza, spesso essa viene portata all’attenzione del grande pubblico attraverso fatti eclatanti che, a volte, finiscono per banalizzarla.
Terminate le olimpiadi, il tema è tornato alla ribalta a seguito delle affermazioni del neoeletto presidente degli Stati Uniti d’America. Donald Trump ha subito affermato l’esistenza di due soli generi – maschio e femmina – e la necessità di difendere le donne dell’estremismo dell’ideologia gender.
Sono stati, quindi, firmati diversi ordini esecutivi con l’intento di spazzare via ogni riferimento alla questione di genere dalla res publica. In particolare, gli ordini esecutivi colpiscono esclusivamente coloro che non si identificano in modo binario traendo la loro presunta legittimità dal fatto che la questione di genere sia esclusivo appannaggio del mondo femminile (forse perché più governabile?).
A titolo esemplificativo, le amministrazioni pubbliche non potranno più rilasciare documenti ove il riferimento all’uno o all’altro sesso non sia esplicitato in modo univoco, le donne transgender dovranno essere trasferite in penitenziari maschili, sarà vietato destinare fondi alla ricerca medica che sostiene l’affermazione di genere o affrontare il tema all’interno delle scuole e delle istituzioni.
Il vero è l’intero
L’operato di Trump è un chiaro esempio della banalizzazione di cui soffre il tema della questione di genere. Ridurlo alla questione femminile e riportare le battaglie dentro i confini di un mondo binario è una mistificazione della realtà sociale così per come è oggi.
La questione femminile è anch’essa una questione di genere ma ne è, al tempo stesso, solo una delle possibili rappresentazioni.
Se la questione di genere fosse un oggetto probabilmente sarebbe una matrioska. Un insieme di bambole di legno incastrate l’una dentro l’altra. Ciascuna bambola “esiste” da sola ma solo tutte insieme danno vita ad un oggetto unico.
La frammentazione di un concetto ne indebolisce sempre le fondamenta. Nella prefazione alla sua Fenomenologia dello Spirito, Hegel affermava che “il vero è l’intero” e che la sintesi non è altro che il risultato di una tesi di un’antitesi. Affermazione e negazione che si incontrano, senza le quali non può esserci dialettica e, quindi, progresso.
Un punto di vista diverso
Inclusività e tutela della diversità. Dalle battaglie di genere alla promozione della diversità come prevenzione di ogni possibile forma di violenza. Affermare l’esistenza della diversità per quello che è senza il bisogno di etichettarne alcune come più importanti di altre, potrebbe essere un punto di vista diverso con cui affrontare la questione di genere.
Nell’arena democratica, ci dovrebbe essere spazio per tutti senza la pretesa della maggioranza di fagocitare le minoranze.
La questione di genere non è una battaglia da salotto, appartiene a tutti noi perché ognuno di noi ha bisogno di affermarsi nella sua unicità e nel suo affermarsi getta un seme per l’affermazione degli altri.
Se tutti gettassimo quel seme, il mondo sarebbe un variopinto prato fiorito.
Francesca Pietrangeli
Consulente del Lavoro
La Rocca e Associati
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