
Arriva il nuovo ravvedimento speciale legato al concordato preventivo biennale 2025-2026. La Commissione Finanze della Camera, in una seduta lampo, ha dato l’ok all’emendamento del presidente Marco Osnato (Fdi) in versione leggermente riformulata e ha approvato il provvedimento dando mandato al relatore. Il testo è atteso in Aula a partire da lunedì.
Poi passerà al Senato per la seconda lettura. Il testo va convertito entro il 16 agosto.
Tra le novità: il conto corrente diventa un diritto, le banche dovranno aprirlo.
Si avvicina un nuovo ravvedimento speciale per le partite Iva che aderiranno al concordato preventivo. Accettando la proposta dell’Agenzia delle Entrate, autonomi e professionisti potranno allo stesso tempo chiudere i conti arretrati con il Fisco per gli anni dal 2019 al 2023.
La novità, che è di fatto una replica del meccanismo già sperimentato lo scorso anno, è contenuta in un emendamento del presidente della commissione Finanze, Marco Osnato (FdI), che sarà votato domani mattina nel corso dell’esame del dl Fisco.
La proposta verrà riformulata, ma al momento prevede che chi aderirà al concordato fiscale per la prima volta nel biennio 2025-2026, avrà la possibilità di “scudare” le annualità comprese tra il 2019 e il 2023. Chi invece ha già aderito l’anno scorso, potrà sanare il 2023, considerato che gli anni precedenti sono già emersi. Le aliquote su cui calcolare l’importo da pagare in via agevolata variano a seconda delle pagelle fiscali di ciascuno contribuente: chi ha un voto pari o superiore a 8 dovrà versare il 10% del reddito non dichiarato.
Fonte: Agenzia di stampa Ansa
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