
Il potenziale del settore è molto alto: per ogni impiego occupato ne sono generati quattro nuovi.
L’industria dello spazio in Italia è composta da oltre 400 imprese, di cui il 66% pmi e il 27% start up, con un giro d’affari di circa tre miliardi di euro.
Quali sono i profili professionali più ricercati ad oggi?
Tra filiere e fasi, upstream e downstream, sono svariati i comparti interessati dalle ricerche professionali: dagli apparecchi elettrici alla meccanica strumentale, ai settori che beneficiano del segmento spazio per ottenere incrementi in termini di produttività come per esempio l’agricoltura e i trasporti.
Al momento le agenzie spaziali come quella italiana e quella europea nonché le società private cercano alcuni profili specialistici tra cui ingegneri spaziali e tutti i profili tecnico-scientifici in grado di lavorare alla programmazione e alla gestione dei componenti tecnologici per l’esplorazione extra-terrestre.
Geologi ed esperti scientifici, necessari per l’analisi dei componenti prelevati da asteroidi, satelliti, pianeti eccetera (Pescara ha attivato una laurea magistrale ad hoc in Planetary science o il master di Osservazione della Terra dalla spazio a Matera);
– Project Manager, esperti di economia e regolazione normativa dello spazio in grado di interfacciarsi con agenzie, istituzioni e imprese del comparto (qui diventa quasi obbligatorio seguire il master in Istituzioni e Politiche Spaziali del Sioi-Società italiana per l’organizzazione internazionale a Roma).
– Big Data Analyst, perché tutta la ricchezza delle attività spaziali risiede nella capacità di elaborare la mole di informazioni ricavate dalle missioni e dai satelliti.
L’Italia ha definito un Piano Strategico Space Economy con risorse per 7,2 miliardi di euro fino al 2027.
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