Sette giugno. Parte la trasparenza

 I dipendenti potranno chiedere al datore di lavoro informazioni sui livelli retributivi  medi corrisposti in azienda, riferiti a colleghi che svolgono lo stesso lavoro o uno di pari valore. 

Ciò non significa che si potrà conoscere l’importo della 

retribuzione di un singolo collega, ma solo dati aggregati perché, come sottolineato nella  circolare 3/2026 della Fondazione studi dei consulenti del lavoro, il diritto all’informazione non  prevale sulla tutela della privacy dei singoli. Peraltro, sul recepimento della direttiva il fronte  datoriale ha posto un’obiezione di metodo destinata a pesare sull’applicazione del Dlgs: 

il parametro scelto dal legislatore per verificare la parità di trattamento — cioè il «Ccnl  applicato dal datore di lavoro», con rinvio «in mancanza» al contratto sottoscritto dalle  organizzazioni comparativamente più rappresentative — è inadeguato e si espone a critiche.

Leggi anche:

Trasparenza dei salari? Non è così (2)

Trasparenza, l’analisi dei Consulenti del lavoro (3)

L’articolo Sette giugno. Parte la trasparenza sembra essere il primo su 7Grammilavoro.

logo inaz