Se Fuffi sta male io non vado al lavoro 

Fuffi e Fido? Fanno parte effettiva della famiglia e portano molta gioia. Sono cani gatti e tutti gli animali domestici e di affezione. 

Segnaliamo La Stampa “Cani e gatti in famiglia, i numeri in Italia di Ivo Albertucci“ in Italia non vi è praticamente un condominio senza animali, in una casa su quattro vi è un animale da compagnia”. 

Quanto si fanno volere bene i cosiddetti figli pelosi? 

Tantissimo. Tanto che c’è una recente proposta di legge per istituire un permesso speciale e retribuito per prendersi cura di quella parte della famiglia che fino ad ora ne era stata esclusa.

E’ successo oltre oceano e la proposta è stata presentata da Shaun Abreu, consigliere comunale democratico della città di New York, che sostiene che “gli animali domestici svolgono un compito molto importante per i lavoratori soprattutto per il mantenimento di un buono stato di salute mentale e fisico”. 

Il ruolo degli animali domestici

L’importanza degli animali domestici per i propri padroni è particolare in questo periodo storico?  Ce lo racconta il National Geographic “Do pets really make people happier and healthier?” di Daryl Austin 

In Cile per esempio, come si legge su Ansa, “si discute proprio ora una legge nazionale che prevede un giorno di permesso per lutto in caso di morte del proprio animale domestico”

L’Italia intanto ha aperto i luoghi del potere agli animali domestici e da un po’ di tempo possono entrare in Parlamento. Questo fa pensare che possa essere attesa una disciplina di genere. 

Intanto anche nelle aziende c’è attenzione alla salute degli animali da compagnia dei propri lavoratori.

Permessi per la cura degli animali

Una famosa azienda produttrice di caffè ha firmato un accordo aziendale che prevede la messa a disposizione di permessi ai dipendenti per la cura e l’assistenza veterinaria dei propri animali domestici. 

Non curare il proprio animale domestico è reato di maltrattamento per l’art. 544 ter del Codice Penale, quindi, di conseguenza, è obbligatorio prendersene cura, specialmente quando sta male.  

Essendo un reato, la Corte di Cassazione italiana ha stabilito che, in determinati casi, il datore di lavoro è tenuto a concedere dei permessi al proprio dipendente per permettergli di curare l’animale domestico malato. 

In particolare, il permesso da richiedere per curare il proprio animale domestico è il permesso per gravi motivi personali e familiari.

Viene retribuito ai dipendenti del settore pubblico ma non ai dipendenti del settore privato. In ogni caso, anche se non retribuito, esso spetta di diritto e il datore di lavoro è obbligato a concederlo. Il Codice Penale prevede, infatti, anche il reato di abbandono (art. 727) per mancanza di cure. 

A tutela specifica degli animali di affezione è stata sottoscritta a Strasburgo il 13.11.1987 la Convenzione Europea Per La Protezione Degli Animali Da Compagnia.  

“La consapevolezza è quella dello stretto legame esistente tra uomini e animali e del contributo che questi ultimi forniscono alla qualità della vita degli esseri umani”. 

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