Privacy, Democrazia e cultura della protezione dei dati (4)

“La selezione e talora l’alterazione dei contenuti, si dimostrano fattori decisivi nelle dinamiche democratiche. I dati ridefiniscono l’idea di sovranità e il confine tra pubblico e privato, potere e supremazia, mentre l’i.a. diviene il fulcro della competizione geopolitica”. Pasquale Stanzione, presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali sottolinea l’importanza di regolamentare l’intelligenza artificiale e l’uso dei dati personali perché in ballo c’è la democrazia stessa.

Secondo il presidente dell’Autority “l’importanza di normative, quali quelle europee di protezione dati e sull’i.a., che impongono verifiche periodiche sul grado di rischio per i diritti umani connesso all’uso delle tecnologie, garantendone sempre la supervisione umana.

Per questa ragione, l’approccio umanocentrico della disciplina europea è – avverte Stanzione – per quanto perfettibile, quello maggiormente coerente con una democrazia personalista e quell’etica della responsabilità cui alludeva Max Weber.

La protezione dei dati – tutelando la componente piu’ profondamente ‘umana’ dell’innovazione; la materia viva del digitale – e’ l’elemento fondativo di quest’impostazione; il principale argine a un esercizio illiberale e irresponsabile del potere; oggi, appunto, sempre più digitale”.

Nella relazione Stanzione spiega poi che “emerge in tutta la sua urgenza il pericolo del ricorso a deep fake o sedicenti post-verità: una vera e propria sfida per le democrazie, sempre più esposte al rischio della degenerazione autocratica”.

“Va diffusa una complessiva cultura della protezione dei dati – aggiunge – ciascuno deve essere consapevole della rilevanza della propria azione per la garanzia della sicurezza della ‘frontiera digitale’: fa parte di quella cultura del digitale senza la quale nessuna strategia di tutela è possibile. Questa consapevolezza è il presupposto ineludibile per riforme che siano non soltanto e mera innovazione tecnica, ma che sanciscano invece un reale progresso in termini di libertà e di garanzie democratiche”.

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