Privacy, biometria e democrazia nella relazione del Garante. Riscontro a più di 16mila quesiti, specie su regole Ue e data breach.

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Frontiere digitali o internazionali, cultura della privacy, protezione dei minori. E poi dati biometrici e videosorveglianza, informazione e deepfake. Tutela della democrazia. Sono alcune tra le parole chiave della Relazione annuale al Parlamento dell’Autorità Garante della Privacy che si è svolta come tradizione alla Camera dei Deputati.

Data breach

Il Garante ritiene “significativo il numero dei data breach (violazioni di dati personali) notificati nel 2024 allo stesso Garante da parte di soggetti pubblici e privati: 2204. “Nel settore pubblico (498 casi), le violazioni hanno riguardato soprattutto Comuni, istituti scolastici e strutture sanitarie; nel settore privato (1706 casi) sono stati coinvolte sia PMI e professionisti sia grandi società del settore delle telecomunicazioni, energetico, bancario, dei servizi e delle telecomunicazioni. Nei casi più gravi sono stati adottati provvedimenti di tipo sanzionatorio”. Così informa in un passo della Relazione annuale del Collegio dell’Autorità.

“Le ispezioni effettuate nel 2024 sono state 130 in linea rispetto a quelle dell’anno precedente. Gli accertamenti svolti, anche con il contributo del Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche della Guardia di finanza, hanno riguardato diversi settori, sia nell’ambito pubblico che privato: in particolare, SPID, impiego di tecnologie innovative (dispositivi installati o sperimentati da alcuni comuni per il controllo dei flussi turistici), registro elettronico, tecnologie di riconoscimento facciale, strumenti di videosorveglianza e controllo dei lavoratori, ricerca scientifica, data breach”.

Il Garante della Privacy informa che nel 2024 è proseguita l’attività di controllo e monitoraggio dei trattamenti su dati registrati nella sezione nazionale del Sistema di informazione Schengen. “Per quanto riguarda l’attività di relazione con il pubblico si è dato riscontro a oltre 16.045 quesiti, che hanno riguardato, in maniera preponderante, gli adempimenti connessi all’applicazione del Regolamento Ue e all’attività dei Responsabili del trattamento, seguiti dalle questioni legate al telemarketing indesiderato; al rapporto di lavoro pubblico e privato; alla videosorveglianza; alle problematiche poste dal web; alla salute e alla ricerca; all’intelligenza artificiale”.

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