
“L’invecchiamento della popolazione, i debiti pubblici ai massimi storici e l’in lazione strutturale stanno mettendo sotto pressione i sistemi previdenziali del XX secolo. Meno chiari sono invece i fattori che nei singoli Paesi contribuiscono a garantire pensioni adeguate di fronte a queste s ide. A fare il punto e il Global Retirement Index di Natixis Investment Managers (Im), realizzato con CoreData Research, che misura ogni anno la capacità di Stati e cittadini di proteggere il tenore di vita durante la pensione.
L’edizione 2026 analizza 44 Paesi attraverso 18 indicatori, articolati in quattro macro-aree: inanze, benessere materiale, salute e qualità della vita.
La Norvegia con un indice dell’83% e l’Irlanda, con l’81%, si confermano ai primi due posti della classi ica mondiale. Nella top ten l’Olanda (79%) registra il progresso più signi icativo salendo dal sesto al terzo posto. La Svizzera scende di una posizione al quarto posto, mentre la Danimarca resta quinta nonostante una lessione di un punto percentuale. Non mancano però gli arretramenti. L’ Islanda perde cinque posizioni e scende al nono posto, registrando il calo più marcato tra i primi dieci Paesi a causa del peggioramento del benessere materiale per via dell’aumento della disoccuazione.
Lo stesso fattore contribuisce alla brusca discesa della Finlandia, che registra il calo più signi icativo tra tutti i mercati analizzati: perde 12 posizioni passando dal 23° al 35° posto.
Tra i maggiori Paesi sviluppati la Germania si conferma al vertice con un punteggio di 75% guadagnando una posizione e salendo al settimo posto nella classi ica globale. Il Regno Unito con il 72% mantiene invece la seconda posizione all’interno di questo gruppo pur arretrando di una posizione nel ranking mondiale (15°).
L’Italia guadagna tre posizioni e sale al 26° posto mondiale, con un punteggio complessivo di 66%, in aumento di due punti percentuali rispetto al 2025.
Tra i punti di forza indicati da Natixis Investment Managers igurano il controllo dell’inflazione, i progressi sul fronte di salute e qualità della vita e un discreto livello di benessere materiale. Sul versante opposto pesano la pressione fiscale, l’elevato debito pubblico e l’incidenza della popolazione anziana sul totale.
Le caratteristiche delle finanze pubbliche italiane si ri lettono anche sulla percezione dei cittadini: secondo il Natixis Global Survey of Individual Investors, il 77% degli italiani teme che l’elevato debito dello Stato finisca per ridurre il valore delle pensioni pubbliche, contro una media globale del 72%.
«L’indice di quest’anno ribadisce l’urgenza di evoluzione di sistemi pensionistici obsoleti. Una riforma delle politiche può aiutare le persone a passare dal risparmio previdenziale all’ investimento, aumentando le probabilità di una pensione sicura», ha spiegato Alberico Potenza, country head Italy Institutional di Natixis Im. Anche i cittadini possono fare molto. «Sebbene sistemi più moderni possano migliorare le possibilità di una pensione sicura i singoli individui devono assumersi la responsabilità del percorso previdenziale risparmiando con costanza. Ogni anno di ritardo aumenta la pressione sugli anni che restano»”.
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