
I titoli delle prime pagine dei quotidiani italiani oggi
Economia. Dazi Ue, aumento rinviato (Repubblica, Corriere, Messaggero e tutti).
Dazi, Trump pronto a concedere più tempo.
Von der Leyen ai leader Ue: “Pronti per un accordo” fonte Eunews.
La Pa adesso paga entro 30 giorni (Sole). Dl semplificazioni. Carte di identità e scuola, tagli alla burocrazia (Messaggero). Lo spread precipita sotto quota 90, non succedeva da quindici anni (Messaggero). Corte dei Conti: nel 2024 controlli su 1,4% dei contribuenti (Sole). Conti: la verità sul disastro fatto da Conte (Giornale). Orsini: priorità a sicurezza sul lavoro e politiche industriali (Sole). Pignoramenti quasi estinti (Italia Oggi). Depositi più sicuri in Ue (MF). Il Pse vuole suicidarsi col green e uccidere il 70% dell’auto (Verità).
Per la Difesa, un conto da 450miliardi, scrivono il Corriere della Sera a pagina 5 e tutti: L’obiettivo Nato è di portare le spese al 5% del Pil. Le preoccupazioni di Bankitalia, Bce, Upb e Corte dei conti. Secondo l’Ufficio diBilancio, se ci limitassimo a una maggior spesa per la difesa di 0,25 punti di Pil nel 2025 e altrettanti nel 2026, per 12,3 miliardi, il deficit tornerebbe sotto al 3% un anno dopo.
Su Repubblica a pagina 9, ieri gli Stati Uniti hanno trasmesso all’Europa la loro ultima proposta per raggiungere un accordo sui dazi nel giorno in cui Trump ha annunciato i guadagni per gli Usa grazie alle tariffe.
La Corte dei conti accusa: “Liste d’attesa vergognose e basta” Marco Mobili e Gianni Trovati – Lotta all’evasione, controllato solo l’1,4%dei contribuenti – Il Sole 24 Ore.
«Improbabili» per i controlli del Fisco: è un eufemismo. A leggere le tabelle riportate dalla Relazione sul rendiconto generale dello Stato presentata ieri dalla Corte di conti in occasione del Giudizio di parificazione.
Giorgio Manca – Giusta retribuzione al test della doppia equivalenza – Il Sole 24 Ore.
Abbiamo letto ieri
Simona D’Alessio – L’equo compenso si allarga – Italia Oggi.
Decreto attuativo della legge sull’equo compenso (49/2023) per i professionisti non ordinistici “all’ultimo miglio”: il testo, frutto dell’analisi di «oltre cento osservazioni inviate da più di 380 associazioni» forse viene alla luce per l’estate.
Vertice Nato. La Spagna si sfila e il Presidente Usa minaccia di farle pagare dazi più alti (Repubblica, Corriere e tutti). Nato, Trump va all’incasso (Stampa). Europa in difesa alla corte di Trump (Manifesto). Nato e Iran: show di Trump. “Bombe come Hiroshima” (QN). Iran: dov’è l’uranio? (Corriere). Iran: lite sul report dell’intelligence.
“Siti nucleari attivi” (Repubblica). Cambio di regime, cosa serve all’Iran (Stampa).
Si riapre il fronte Gaza (Corriere).
Esteri. Israele e Iran: “Guerra finita” (Corriere, Giornale). Israele-Iran, la tregua regge (Repubblica). Teheran, la tregua fragile (Messaggero). La tregua imposta (Avvenire). Armi, l’Ue s’inchina a Trump (Stampa). Trump show: “Israele e Iran non sanno cosa c… stanno facendo” (Sole). La guerra è finita e l’ha persa Netanyahu. Per ora (Fatto).
Il 25 giugno
Carlo Cottarelli – Gli sprechi e la difesa – Corriere della sera. Oggi il vertice Nato dell’Aia entra nella sua giornata cruciale. Viene concordato l’aumento per le spese di Difesa per i prossimi anni ma saranno anche i dieci anni in cui le spese per pensioni e sanità è ipotizzato quasi un altro punto e mezzo di Pil, secondo la Ragioneria Generale dello Stato (nonostante questa usi ipotesi macroeconomiche e demografiche piuttosto ottimistiche).
Marta Ottaviani– Vertice Nato lungo colloquio Meloni-Trump – Quotidiano Nazionale Oggi il vertice della Nato raggiuge il suo culmine.
Mario Ajello – La forza delle armi che aiuta la diplomazia – Il Messaggero.
Stefano Da Empoli – AI, serve uno shock per accelerarne l’adozione nelle imprese italiane-Milano Finanza. La scorsa settimana la Commissione europea ha pubblicato il report annuale che registra i progressi degli Stati membri verso il conseguimento degli obiettivi al 2030 del Decennio digitale, la strategia Ue per accelerare la transizione tecnologica del vecchio continente.
Il 24 giugno
Israele-Iran, Trump annuncia cessate il fuoco – ADN Kronos.
I mercati: alta tensione ma non c’è stato il temuto panico, borse e petrolio in apnea. Salvatore Rossi – L’incubo stagflazione dei banchieri centrali – La Stampa. Anna Messia – Fondi pensione, 10 mln di iscritti – Milano Finanza. Nel primo trimestre di quest’anno il sistema di previdenza complementare ha dimostrato la sua solidità, con gli iscritti che hanno superato i 10 milioni, e le linee azionarie che hanno contenuto i ribassi, nonostante «un quadro internazionale di elevata incertezza». Su un arco temporale decennale i rendimenti medi delle linee azionarie sono stati così pari al 4-4,5% annuo, continuando a sovraperformare i risultati delle altre linee di investimento. Una fotograϐia che è emersa durante la relazione annuale del presidente Covip.
Il 23 giugno
Francesco Profumo –In classe meglio educare che vietare– La Stampa.
In quasi tutta Europa, dalla Finlandia alla Francia, dai Paesi Bassi all’Italia, è in corso un’ondata di restrizioni sull’uso dei cellulari a scuola. Il divieto si allarga: dalle scuole primarie fino alle superiori, dalla didattica al tempo libero scolastico. Anche in Italia, il ministro dell’Istruzione ha recentemente deciso di vietarne l’utilizzo fino ai diciott’anni. In Francia, accanto al divieto nelle scuole dell’obbligo, si sta promuovendo nei licei la “digital pause”, per alternare momenti di disconnessione a percorsi in cui il telefono diventa uno strumento didattico. In Scozia, alcune scuole utilizzano “pouch” sigillabili per limitare l’uso dello smartphone durante le ore di lezione, ma contemporaneamente investono in percorsi di educazione digitale strutturati. In Olanda, il divieto è stato accompagnato da una revisione dei curricola per rafforzare la competenza digitale e la riflessione critica.
Alberto Brambilla– Il dilemma di lavoro e povertà – L’Economia del Corriere.
Da più parti, anche molto autorevoli, a causa dell’invecchiamento della popolazione e della bassa natalità, si ritiene assolutamente necessario per il nostro Paese un aumento del numero di immigrati. In astratto il ragionamento «più immigrati» perché nei prossimi 20 anni si ipotizzano 5 milioni in meno di persone in età da lavoro, potrebbe anche reggere, ma la realtà italiana è più complessa e richiede un «supplemento di ragionamento».
Una maggiore selettività nei bonus ci aiuterebbe a superare il tasso di occupazione non dicono di Germania o Olanda ma almeno di Grecia e Malta. Quindi è lo Stato a creare una serie di incentivi impliciti al non lavoro, perlomeno quello in chiaro. Se si sospendesse per due o tre anni l’Isee, è più che probabile che i 5 milioni di lavoratori li troveremmo.
Chiudiamo con una bella notizia dalla scienza. Scoperto il gene legato al più aggressivo tumore dei bambini – Biotech – Ansa.it
Buon fine settimana,
Tiziana Benini,
Giornalista.
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