
Ventuno marzo. Economia in primo piano. Dazi, guerre, trattative, tradimenti. Tra i titoli di oggi.
Dazi rinviati, l’Europa tratta (Messaggero). Il debito globale tocca i 100mila miliardi Ue avanti a fatica sui fondi per la Difesa (Sole). Commercio estero, 23mila imprese vulnerabili all’export (Sole).
Manager meno responsabili (Italia Oggi).
In primo piano l’allarme dell’Ocse: debito mondiale a 100mila miliardi, il rifinanziamento diventa più costoso.
Le nuove emissioni di bond pubblici e privati valgono troppo.
Intanto l’Ue rinvia i contro-dazi: «Negoziare con Trump».
Bruxelles risponderà all’offensiva della Casa Bianca in un’unica soluzione. Lagarde (Bce): la guerra commerciale costerà mezzo punto di Pil all’Eurozona.
Trump alla Fed: giù i tassi per compensare l’effetto tariffe (Messaggero in prima e pagina 2 e tutti).
Il protezionismo di Trump rende particolarmente vulnerabili oltre 23mila imprese italiane (Sole24Ore in prima pagina 5 e tutti).
A Bruxelles, leader divisi sulla difesa: convince solo i tedeschi. Sì alle proposte di von der Leyen ma stop sul debito. Gli 800 miliardi di spesa militare restano sulla carta in attesa delle decisioni sugli eurobond (Repubblica pagina 8 e tutti). Oggi segnaliamo le ” Le Olimpiadi del pensiero critico” Su Eunews.
Sulla stampa estera
“Ces produits américains vont être taxés par l’UE dès le 15 avril”. La Tribune.
In prima linea nella guerra commerciale: cosa è esente, cosa non lo è e cosa deve ancora venire. Sul canadese Financial Post.
Sui possibili effetti delle scelte americane l’Economist.”Ten indicators explain what’s going on with America’s economy”
Le imprese italiane rischiano. La mappa della vulnerabilità secondo il Rapporto Istat sulla Competitività dei Settori Produttivi
Oggi sul Domani. Rita Plantera – l dazi colpiranno migliaia di aziende italiane. L’Italia fragile.
Ancora su Eunews le previsioni Bce.
La stampa internazionale, il Foglio. Un giornale interamente creato con l’intelligenza artificiale, in edicola e online per un mese, con lo scopo di “mostrare l’impatto che la tecnologia ha “sul nostro modo di lavorare e sulle nostre giornate”. È l’iniziativa del Foglio italiano, così il direttore Claudio Cerasa al Guardian.
Dal Guardian allo Spiegel, dal Courrier international all’Indian express.
Ampio spazio dalla stampa estera, anche dall’Indian express.
Poi lo Speciale del Foglio sul lavoro.
“Scontro ideologico sul lavoro: il referendum ignora dati e realtà, rischiando instabilità e danni economici senza offrire soluzioni concrete”. Il Foglio.
Mi dimetto!!!“L’intelligenza artificiale può dimettersi da un lavoro che non le piace”
Proposto il bottone ”Mi dimetto” nei modelli più avanzati. Su Wired.
Presentato in questi giorni il rapporto Inps sui giornalisti in Italia. In oltre 100mila iscritti all’Ordine.
Giornalisti e Intelligenza Artificiale, che fare? Ne scrive Baldo Meo sulla Gazzetta di Parma.
Nei giorni scorsi
Il 19 marzo è stata la Festa del Papà
Alessandro Rosina – Il mondo dei papà – Il Sole 24 Ore. Cosa vuol dire diventare genitori e, in particolare, essere padri oggi? In passato significava autorità̀ indiscussa
Giorgio Pogliotti e Claudio Tucci – Per i giovani una formazione legata al lavoro – Il Sole 24 Ore. La formazione dei giovani più legata al mondo del lavoro: era uno dei messaggi di Marco Biagi. Ventitré anni dopo l’agguato, l’ingresso al lavoro, per i giovani, in Italia, avviene troppo avanti: 24 anni per gli uomini, addirittura 26,2 anni per le donne. Gli inglesi sono quelli che iniziano a lavorare prima di tutti: gli uomini a 19,7 anni e le donne a 21,2.
18 marzo
Esteri. Il giorno del colloquio tra Trump e Putin su tutti può segnare la svolta della guerra in Ucraina.
Francesco Delzio – Il senso del lavoro per la «Generazione Z» porta un nuovo modello di partecipazione – Avvenire.C’è anche una grande questione generazionale, irrisolta e sconosciuta ai più̀ , dietro la necessità di superare il conflitto ideologico tra Capitale e Lavoro in Italia. L’ingresso nel mondo del lavoro della Generazione Zeta: i ragazzi nati a cavallo del nuovo Secolo. La Z è la generazione “più social e più sociale” cresciuta con Internet e Social, perennemente connessa e abituata a destreggiarsi tra gli algoritmi del consumo, capace di mobilitarsi per nuove battaglie di cittadinanza sociale e ambientale
Ma sono felici? La “Gen Z” è la più sola e infelice, Millennial e Boomer si sentono abbandonati. Su AGI. I dati shock di recenti sondaggi parlano di una “epidemia di infelicità”. Ma essere felici è una scelta da fare tutti i giorni. Due decaloghi e qualche consiglio dell’esperto.
Buon fine settimana!
Rassegna a cura di Tiziana Benini, giornalista
Postproduzione e podcast a cura di Kim Valerie Calingasan Vilale
La Rocca e Associati S.p.A.
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