La generazione X: una storia poco raccontata

C’era una volta (e c’è ancora?) la generazione X

Ogni generazione successiva è sempre perdente agli occhi della generazione che l’ha preceduta.

Alcune, però, forse lo sono davvero e, a differenza di altre, non hanno mai avuto il giusto peso nel dibattito mediatico.

Si sente sempre parlare della generazione Z, qualche volta dei millenials e dei baby boomers ma mai della generazione X.  

Eppure, i nati tra il 1965 e il 1980 sembrano essere quelli più infelici. Secondo un recente sondaggio curato da Ipsos in 30 Paesi, circa il 31% degli appartenenti alla Generazione X dichiara  di essere “poco felice” o “per niente felice”. È il dato più alto di qualsiasi altra generazione!

Una generazione di mezzo

L’infelicità della Generazione X risiede proprio nel periodo storico in cui si colloca: un cono d’ombra incastonato tra il boom economico,  la recessione del 2007 – 2009 e l’avvento della tecnologia su larga scala.

Una generazione poco concreta ma anche poco idealista che sconta il peso del pragmatismo di un passato fatto di certezze e l’insicurezza di un futuro meno stabile ma forse più ricco di possibilità. 

Tra il prima e il dopo, la Generazione X è rimasta nel mezzo alla ricerca continua di un delicato equilibrio tra vita lavorativa e vita privata.

La Generazione X non sembra disponibile a sacrificare la propria vita per la carriera, a differenza dei baby boomers, ma non è dotata nemmeno dell’idealismo e dello spirito di adattamento delle generazioni successive che hanno visto, nell’imperare tecnologico, forme di guadagno meno convenzionali e nuovi spazi di opportunità.

Anche lo status symbol della casa di proprietà è per la generazione X una nota dolente. Tra gli affitti “a vita” delle nuove generazioni e le grandi ville di proprietà dei baby boomers, si collocano i nati tra il 1965 e il 1980 che hanno subito gli effetti della crisi finanziaria.

L’impossibilità di ottenere un mutuo e il rischio di un successivo pignoramento, hanno lasciato in stallo la generazione X anche su questo fronte finendo per acuire il senso di non appartenenza.

Le possibilità ci sono ma mancano gli strumenti

Secondo una ricerca condotta da Jeremy Horpedahl (Università dell’Arkansas centrale), i millenials e la generazione Z  a 31 anni possedevano circa il doppio della ricchezza che la media degli appartenenti alla Generazione X aveva alla stessa età.

Nemmeno il futuro sembra roseo per questa generazione. Potrebbe essere la prima generazione a soffrire della rottura del sistema pensionistico ritrovandosi a dover affrontare l’ennesimo stress test senza, però, avere gli strumenti giusti per governarlo.

Se i baby boomers danno per scontato il diritto alla pensione avendolo già acquisito, le generazioni successive si sono già attrezzate aderendo a fondi di previdenza complementare. Secondo un rapporto del COVIP del 2023, dai giovani arriva il 19,3% delle adesioni ai fondi pensione.

Sebbene ogni generazione abbia dovuto affrontare i suoi fantasmi e fare i conti con le generazioni passate e quelle a venire, la generazione X ha subito anche una mancanza di interesse nei suoi confronti.

Destinata al grigiore dell’anonimato, le altre generazioni hanno finito con il non aspettarsi più nulla dagli appartenenti alla generazione X.

Francesca Pietrangeli
La Rocca e Associati S.p.A.

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