
L’esecutivo ritira la legge dopo le proteste di sindacati e gauche Il governo francese rinuncia ad estendere il lavoro il primo maggio.
Dopo le polemiche dei giorni scorsi, in particolare, da parte della sinistra all’opposizione e dei sindacati, il ministro del lavoro, Jean-Pierre Farandou, ha annunciato ieri sera il rinvio a data da destinarsi della proposta di legge volta a facilitare il lavoro dei dipendenti di alcuni esercizi commerciali nel giorno della Festa dei lavoratori. Almeno per quest’anno.
Adottata in Senato a Parigi l’estate scorsa, la bozza promossa dai senatori centristi e sostenuta dall’esecutivo del premier Sébastien Lecornu, non sembra aver convinto i deputati. Viva opposizione da parte dei sindacati e della sinistra. In Francia, il Codice del lavoro stabilisce che il primo maggio è un giorno festivo.
Ad alcune condizioni, è comunque già possibile, ad esempio, per un panetterie o un fioraio di rimanere aperti, ma solo nel caso in cui sia il titolare a lavorare o eventualmente membri della sua famiglia.
Nessun lavoratore dipendente, infatti, può prestare servizio quel giorno, pena una multa dai 750 ai 1500 euro per persona coinvolta. La nuova disposizione, che il governo voleva in vigore dal primo maggio 2026, puntava ad alleggerire questo meccanismo.
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