Caregiver, la maggioranza ha tre strade (2)

La relazione tecnica del Governo al ddl caregiver stima siano 62.333 i beneficiari effettivi del contributo, stante i limiti fissati e gia  così  o la spesa andrebbe oltre i 250 milioni fissati o il contributo non sarebbe di 1.200 euro a trimestre ma 1.000 al massimo in media.

 In ogni caso, si tratta di una piccolissima percentuale a fronte di quasi 1,1 milioni di caregiver familiari impegnati per oltre 20 ore settimanali e di 552mila persone con gravi disabilita , che necessitano di supporto continuo.

Nel contempo, la previsione di criteri di ammissione così  stretti in termini di reddito e Isee farebbero somigliare il provvedimento piu  a una misura anti-poverta  che a un riconoscimento reale della figura del caregiver.

E  a questo punto che si apre un’opportunita  politica per il Governo e la maggioranza con la prossima manovra di bilancio: la possibilita  di prevedere maggiori stanziamenti per approvare una legge che incida in maniera piu  significativa su una categoria sociale, i caregiver familiari, in grande sofferenza.

 Ma quanti soldi servirebbero? Il conto a grandi cifre e  semplice: se si volessero includere almeno tutti i 552mila che assistono le persone con le disabilita  piu  gravi, al di la  del loro Isee, la spesa da mettere in preventivo sarebbe di 2,65 miliardi di euro con un contributo di 400 euro al mese e di 3,6 miliardi per 550 euro mensili, cifra analoga all’importo dell’Assegno di accompagnamento e al Reddito di inclusione. Se si volesse arrivare a 1.000 euro per la stessa platea, il costo salirebbe a quasi 7 miliardi.

 La prima e quella di tirare dritto, con minime modifiche al Ddl Locatelli, accelerando per arrivare alle prossime elezioni con la legge approvata e operativa, per quanto con misure limitate che rischiano di non essere percepite come una vera risposta al bisogno.

La seconda e’ lasciare che la norma finisca su un binario morto al Senato e rimandare alla prossima legislatura l’approvazione definitiva, sperando in tempi migliori.

Oppure, terza via virtuosa, scommetterci forte fin da subito aumentando il finanziamento in maniera significativa, potendo poi rivendicare un risultato “pieno” davanti agli elettori.

«Per noi Caregiver Familiari Uniti questo Ddl non e  solo fortemente insufficiente nelle risorse, ma sbagliato nella sua struttura e difficilmente emendabile – dice netta Alessandra Corradi, portavoce del Cfu, che per 21 anni ha assistito a tempo pieno suo figlio, morto improvvisamente a fine agosto –. E percio , meglio non approvare una legge sbagliata che sarebbe poi difficile cambiare in futuro. Occorre un cambio vero: la politica deve diventare umana e smetterla di giocare sulla pelle delle persone».

Opposta la conclusione di Sofia Donato, madre caregiver dell’associazione Comma 255: «Il Ddl Locatelli sconta molti limiti ma ha un grande pregio: parte da uno stanziamento certo di 250 milioni di euro, una cifra che non si e mai vista finora e che non deve andare perduta. Occorre concentrarsi sulla platea delle persone che non possono autodeterminarsi, senza appiattirsi su tutte le disabilita  e tutte le scelte di accompagnamento possibili. Ho la netta impressione che, se perdiamo questa occasione, non verrà più approvata alcuna legge in materia».

Leggi anche:

Caregiver, il lavoro invisibile

L’articolo Caregiver, la maggioranza ha tre strade (2) sembra essere il primo su 7Grammilavoro.

logo inaz