
Le classifiche basate sugli standard di potere d’acquisto (Pps) differiscono sensibilmente da quelle in termini nominali in diversi Paesi. Anche il divario tra i Paesi risulta più ridotto.
Il Pps offre un confronto più equo attraverso una valuta artificiale che riflette ciò che le persone possono realmente permettersi in ciascun Paese. In teoria, un PPS consente di acquistare la stessa quantità di beni e servizi in ogni Paese.
In termini di Pps, i salari minimi variano da 705 in Albania a 2.164 in Germania. Non sono disponibili dati per Ucraina e Moldavia, mentre il valore per la Turchia si riferisce a luglio 2025.
Lussemburgo (2.108 PPS), Paesi Bassi (2.023), Belgio (1.922) e Irlanda (1.756) completano la top five.
Anche Francia, Slovenia, Spagna e Polonia registrano salari minimi superiori a 1.500 Pps.
All’interno dell’Ue, l’Estonia è il Paese con il salario minimo più basso in termini di potere d’acquisto, pari a 935 Pps, seguita da vicino dalla Lettonia (938 Pps).
Turchia e Bulgaria si collocano anch’esse sotto quota 1.000 Pps.
Alcuni Paesi candidati all’Ue si posizionano meglio di diversi Stati membri in termini di Pps. Macedonia del Nord (1.142 Pps) e Serbia (1.094 Pps) superano sette Paesi dell’Ue, tra cui Malta, Slovacchia, Ungheria e Cechia.
Romania e Macedonia del Nord, i maggiori beneficiari
Confrontando le classifiche in termini nominali e in Pps nei 27 Paesi considerati, i maggiori beneficiari sono Romania e Macedonia del Nord. La Romania sale dal 20esimo al 12esimo posto, mentre la Macedonia del Nord passa dal 24esimo al 16esimo, guadagnando otto posizioni entrambe.
Serbia (più cinque posizioni), Croazia e Bulgaria (entrambe più tre) registrano anch’esse aumenti significativi nelle classifiche basate sul Pps.
Il peggior arretramento riguarda l’Estonia, che scende dal 16esimo al 26esimo posto, mentre Lettonia, Cechia e Cipro perdono anch’esse quattro posizioni.
Solo otto Paesi hanno registrato aumenti
Tra i 29 Paesi, solo otto hanno registrato aumenti del salario minimo, in valuta locale e in termini nominali, tra gennaio e luglio 2026. Si tratta di Macedonia del Nord (6,9 per cento), Romania (6,8 per cento), Estonia (6,8 per cento), Belgio (5,8 per cento), Grecia (4,5 per cento), Lussemburgo (2,5 per cento), Francia (2,4 per cento) e Paesi Bassi (1,9 per cento).
In tutti gli altri Paesi le retribuzioni sono rimaste invariate. Ciò ha pesato soprattutto dove l’inflazione è stata elevata. Eurostat stima che l’inflazione nell’area euro sia stata del 3,2 per cento tra gennaio e luglio. A Malta ha raggiunto l’8,2 per cento, a Cipro il 5,4 per cento e nei Paesi Bassi il 4,7 per cento.
L’alta inflazione colpisce i percettori del salario minimo in Turchia
La Turchia, che registra il tasso d’inflazione più alto in Europa e uno dei più alti al mondo, ha visto l’inflazione tra dicembre 2025 e giugno 2026 salire al 17,8 per cento. Poiché ormai la Turchia aggiorna il salario minimo solo una volta l’anno, i percettori del salario minimo stanno perdendo in modo significativo potere d’acquisto. La Turchia è anche un caso anomalo, con la quota più alta di lavoratori pagati al salario minimo, vicina al 40 per cento.
Negli ultimi anni, tuttavia, la Turchia ha aumentato in modo significativo il salario minimo.
Leggi anche:
L’articolo Eurostat. Come cambia la classifica dei salari minimi (2) sembra essere il primo su 7Grammilavoro.

