Benvenuti al sud (2)

Enzo D’Errico – Non freniamo il Sud che corre – Corriere della sera “C’era una volta la questione meridionale… sembra una favola, vero? Ed infatti, leggendo i report macroeconomici degli ultimi anni, tutto lascerebbe pensare che lo squilibrio tra le due Italie sia un reperto del passato, una vicenda antica da riesumare ormai soltanto in convegni di storia e sociologia.

Nell’ultimo quinquennio, secondo Svimez, il Mezzogiorno ha rappresentato l’area più dinamica del Paese, con una crescita complessiva del 9,5% rispetto al 7,1% nazionale e al 6,6% del Centro-Nord. Come dire: se non siamo al pareggio, poco ci manca. Attenzione, però: i numeri (e ancor più le percentuali) non raccontano mai l’intera trama dei fatti. Dietro quelle cifre si nascondono dettagli sfumati nella penombra, costellazioni di eventi che si vanno formando all’orizzonte.

Non a caso, è la stessa Svimez a segnalare le fragilità profonde di uno sviluppo «drogato», almeno in parte, dal Superbonus prima e dal Pnrr successivamente. Siamo alle solite, quindi: nessun «miracolo produttivo» puoÌ reggersi sul boom di un solo comparto, anche se si tratta dell’edilizia che da sempre eÌ il motore principale dell’economia meridionale. A maggior ragione se a foraggiarne la crescita sono in gran parte gli investimenti pubblici. Ecco percheì le prossime settimane si annunciano cruciali per capire se la frenetica avanzata del Sud si riveleraÌ una «bolla» destinata a scoppiare giaÌ nel 2027 o se invece il governo, di concerto con gli enti locali, sapraÌ approfittare del trend positivo offrendo gli strumenti necessari a impiantare una rete produttiva molto piuÌ solida e articolata.

Naturalmente per raggiungere un simile risultato occorre una visione a largo raggio, che permetta d’immaginare quale sarà il ruolo del Sud nella strategia globale del Paese: saraÌ un terminale turistico? E di quale turismo, visto che per il momento fronteggiamo un assalto all’arma bianca che mette a dura prova la convivenza tra visitatori e residenti? Oppure saraÌ il quartier generale di un’industria leggera, con alto livello d’innovazione tecnologica, e di settori imprenditoriali tradizionalmente forti come la farmaceutica e l’aerospazio? O, meglio ancora, si riuscirà ad armonizzare i due spartiti?

Diciamo la veritaÌ: purtroppo, allo stato delle cose, niente lascia intravedere i contorni di un disegno generale sebbene le prime nuvole rischino di oscurare il cielo giaÌ dopo l’estate. Il 30 giugno è scaduto il termine per ultimare i progetti finanziati dal Pnrr ed entro il 31 agosto l’Italia sarà chiamata da Bruxelles a presentare i rendiconti delle spese sostenute con i 194,4 miliardi ottenuti dall’Unione Europea (parliamo di 71,8 miliardi di sovvenzioni e 122,6 miliardi di prestiti agevolati da restituire entro il 2032).

Il Mezzogiorno è stato di gran lunga più veloce della media nazionale. Il dato spinge a sperare che l’apparato burocratico, ultimo retaggio dell’assistenzialismo pubblico «old style», stia cambiando radicalmente e che la modernitaÌ possa una volta per tutte affondare le radici anche oltre il Garigliano”.

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