
Le Entrate ribadiscono che tali benefit continuano a godere di un regime fiscale agevolato entro le soglie di esenzione previste dalla legge. Quando questi limiti vengono superati, la parte eccedente diventa imponibile e deve essere assoggettata sia a tassazione sia a contribuzione previdenziale. Il chiarimento è particolarmente rilevante perché l’eventuale quota imponibile può incidere direttamente sul netto percepito dal lavoratore.
Accanto ai buoni pasto restano confermate anche le agevolazioni sui fringe benefit e sulle altre forme di welfare aziendale, considerate uno strumento sempre più utilizzato per integrare la retribuzione senza aumentare il costo del lavoro nella stessa misura di un incremento salariale tradizionale. Nel complesso, le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate contribuiscono a definire un quadro più chiaro delle novità che stanno interessando le buste paga e che, in molti casi, sono destinate a tradursi in un vantaggio economico per i lavoratori.
Fonte: Msn
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