In Portogallo si riapre il tavolo dei negoziati sulla riforma del lavoro

In causa c’è la riforma del Codice del Lavoro con cui l’esecutivo di centrodestra punta a facilitare i licenziamenti per giusta causa, permettere il ricorso all’outsourcing dopo licenziamenti collettivi e flessibilizzare l’orario di Lavoro attraverso una gestione individuale degli straordinari e della banca delle ore.

Le proposte del governo risalgono all’estate scorsa e sono state subito accolte con ostilità dai sindacati, che l’11 dicembre hanno organizzato un massiccio sciopero generale. Poi le trattative sono state riprese dalla Ugt (una delle due principali confederazioni sindacali del Paese, più vicina al Partito socialista) e abbandonate dalla Cgtp (più vicina al Partito comunista). Infine, anche la Ugt aveva abbandonato il tavolo negoziale con un nulla di fatto, ma il nuovo Presidente della Repubblica, il socialista António José Seguro, in carica dal 9 marzo, ha esortato le parti a tornare a sedersi attorno allo stesso tavolo e l’incontro di questo pomeriggio è da più parti visto come il suo primo successo politico.

Già in campagna elettorale Seguro affermato detto che, se fosse stato eletto, avrebbe posto il veto su una riforma approvata senza un accordo in sede di concertazione sociale.

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