PMI, in ddl legge annuale la staffetta tra generazioni

Il testo punta, anzi punterebbe, meglio dire così, alla semplificazione.  Semplificare regole, facilitare l’accesso al credito e nei passaggi più delicati: crescita, aggregazione, ricambio generazionale e transizione produttiva.

Cosa prevede?

Aggregazioni e continuità d’impresa. Uno dei pilastri del decreto è il sostegno alle reti tra imprese. Viene prorogata dal 2026 al 2028 la sospensione d’imposta sugli utili accantonati dalle aziende che aderiscono a un contratto di rete e che reinvestono quelle risorse in progetti comuni. L’obiettivo è incoraggiare le PMI a fare massa critica senza perdere autonomia. Nello stesso solco si inseriscono le norme sui marchi storici, pensate per salvaguardare occupazione e continuità produttiva anche attraverso acquisizioni tra imprese dello stesso settore.

Credito più semplice e strumenti finanziari più flessibili. Il decreto interviene sull’accesso al credito, delegando il Governo a riordinare la disciplina dei Confidi, cioè i consorzi che facilitano l’ottenimento di finanziamenti bancari per le PMI. Inoltre, viene ampliata la disciplina della cartolarizzazione dei crediti, includendo anche crediti futuri e proventi legati a beni mobili: una misura tecnica, ma pensata per rendere più agevole il finanziamento delle imprese minori.

Meno burocrazia, più sicurezza. Ampio spazio è dedicato alle semplificazioni.

Alcuni veicoli aziendali utilizzati esclusivamente in aree private vengono esonerati dall’assicurazione obbligatoria; sul fronte della sicurezza sul lavoro, l’INAIL è chiamato a elaborare modelli organizzativi semplificati per micro e piccole imprese. Il decreto chiarisce anche gli obblighi di sicurezza nel lavoro agile, prevedendo un’informativa annuale sui rischi come adempimento centrale per il datore di lavoro.

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