
Non c’è la norma “salva-imprenditori” nel testo del decreto legge Pnrr approvato dal Consiglio dei ministri, il provvedimento con le nuove misure per accelerare la realizzazione del Piano prima della tagliola di giugno 2026 e un pacchetto di semplificazioni burocratiche.
Lo scudo per le aziende con lavoratori sottopagati, previsto in alcune bozze, sarebbe stato stralciato prima della riunione del governo, anche a seguito di una serie di interlocuzioni con gli uffici del Quirinale che avrebbero espresso dubbi tecnici sulla norma.
La misura prevedeva che, in caso di condanna per retribuzioni inadeguate in base all’articolo 36 della Costituzione, i datori di lavoro non dovessero versare gli arretrati ai dipendenti, se avevano applicato i compensi previsti dal contratto collettivo. È la terza volta che questa norma, considerata da Cgil e Uil un pericoloso attacco ai diritti dei lavoratori, compare in un provvedimento del governo per poi non essere approvata. Il ministro Foti sottolinea che la norma non è stata stralciata “per il semplice motivo che nel testo che ho portato in Consiglio dei ministri quella norma non c’era”.
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