Occupazione giovanile 2026: nuove regole in arrivo

L’avvio del 2026 si colloca in una fase di transizione del sistema degli incentivi all’occupazione, nella quale convivono misure strutturali di lungo periodo, agevolazioni transitorie ormai giunte a scadenza e nuovi interventi ancora in fase di definizione attuativa.

La legge di Bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 199) sembra voler tracciare una nuova cornice di riferimento per il sostegno all’occupazione giovanile, femminile e nelle aree della Zona Economica Speciale unica per il Mezzogiorno, introducendo (ai commi 153-155 dell’articolo 1) un nuovo esonero contributivo (temporaneo) per le assunzioni stabili nell’anno 2026, stanziando le relative risorse.

Parallelamente, il decreto Milleproroghe (decreto-legge 31 dicembre 2025, n. 200), entrato in vigore il 31 dicembre 2025, pur intervenendo su numerosi termini normativi, non ha disposto la proroga dell’esonero contributivo per l’assunzione di giovani under 35 previsto dal decreto Coesione (D.L. n. 60/2024), con la conseguenza che tale incentivo deve ritenersi applicabile esclusivamente alle assunzioni e alle trasformazioni a tempo indeterminato effettuate entro il 31 dicembre 2025.

Tuttavia, il Ministero del Lavoro, con il comunicato del 2 gennaio 2026, ha chiarito che è in corso il monitoraggio dell’utilizzo delle risorse e che, proprio in sede di conversione del Milleproroghe, sarà valutato un intervento emendativo volto a garantire la piena operatività e il coordinamento con le nuove misure della Manovra 2026.

Quali sono gli esoneri contributivi giovanili operativi al 1° gennaio 2026 e quali nuovi prospettive apre la legge di Bilancio 2026?

Esonero giovanile under 30: la misura strutturale di sistema

Nel panorama degli incentivi all’occupazione, l’esonero contributivo per l’assunzione di giovani under 30, introdotto dalla legge di Bilancio 2018 (articolo 1, commi 100-108 e 113-114, legge 27 dicembre 2017, n. 205), continua a rappresentare la colonna portante strutturale del sistema di incentivazione dell’occupazione giovanile.

L’agevolazione spetta per le assunzioni e le trasformazioni a tempo indeterminato di lavoratori con qualifica non dirigenziale, che non abbiano compiuto 30 anni (29 anni e 364 giorni alla data della nuova assunzione o della trasformazione a tempo indeterminato) e che non siano mai stati occupati in precedenza con un contratto a tempo indeterminato, fatti salvi i casi di portabilità dell’incentivo.

L’esonero è pari al 50% dei contributi previdenziali esonerabili a carico del datore di lavoro, nel limite massimo di 3.000 euro annui (250 euro mensili), per una durata che può arrivare fino a 36 mesi. Restano esclusi i premi e i contributi dovuti all’INAIL.

L’esonero è riconosciuto anche in caso di part-time, è trasferibile in caso di cessione del contratto o di trasferimento d’azienda e presenta una disciplina articolata della portabilità, che consente la fruizione dei mesi residui in caso di riassunzione del lavoratore.

Non rientrando tra gli aiuti di Stato, l’agevolazione non è soggetta ad autorizzazione europea, garantendo maggiore certezza operativa ai datori di lavoro.

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Bonus Giovani under 35 del decreto Coesione: una misura transitoria (2)

Nuovo esonero della Manovra 2026: giovani, donne e ZES (3)

Occupazione giovanile 2026, il confronto tra le misure (4)

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