
Cosa accade dopo il 30 luglio?
Secondo quanto disposto dall’art. 2, comma 7, del DPR 322/1998, la dichiarazione IVA inviata con oltre 90 giorni di ritardo rispetto alla scadenza viene considerata omessa. Tuttavia, resta comunque valida come base per il recupero dell’eventuale imposta risultante dalla stessa.
A partire dal 30 luglio 2025, l’omessa presentazione della dichiarazione annuale IVA comporta una sanzione pari al 120% dell’imposta dovuta, con un importo minimo di 250 euro.
Esiste però un’eccezione. Se la dichiarazione viene comunque presentata, anche se con più di 90 giorni di ritardo, ma entro i termini di accertamento previsti dall’art. 57 del DPR 633/1972, e prima dell’inizio di qualunque attività ispettiva o accertativa, allora si applica una sanzione ridotta del 75% dell’imposta dovuta.
Tale sanzione deriva dall’art. 13, comma 1, del D.lgs. 471/1997, che prevede una sanzione base del 25%, aumentata al triplo in questa circostanza.
Nel caso in cui dalla dichiarazione non emerga alcun debito d’imposta, si applica una sanzione fissa pari a 250 euro.
Fonte WEB
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