Verso una nuova idea di formazione: storie, idee e concetti

“Ciò che dobbiamo imparare a fare, lo impariamo facendolo.”
Aristotele
“Il nostro obiettivo: elaborare una pedagogia che insegni ad apprendere, ad apprendere per tutta la vita dalla vita stessa.”
Rudolf Steiner
“Quanto è diversa la pratica dalla teorica! quanti sono che intendono le cose bene, che o non si ricordano o non sanno metterle in atto! Ed a chi fa cosí, questa intelligenzia è inutile; perché è come avere uno tesoro in una arca con obbligo di non potere mai trarlo fuora.”
Francesco Guicciardini
“Senza, dunque, che nessuno gl’insegni, ma solo in virtù di domande giungerà al sapere avendo ricavato lui, da sé, la scienza?”
Platone

Premessa

Il termine formazione deriva dall’espressione latina formatio, ovvero formam agĕre che, letteralmente, vuol dire imprimere una forma a qualcosa o, in senso figurativo, a qualcuno. Come si evince già dall’etimologia, il termine formazione rimanda ad un processo che, a seconda dei punti di vista e delle epoche storiche, può essere attivo o passivo e più o meno dinamico.

La formazione nella storia

Il concetto di formazione ha origini risalenti. Nell’antica Grecia la formazione dei fanciulli e dei giovani delle poleis (πόλεις) veniva indicata con il concetto di paideia (παιδεία) che, letteralmente, voleva dire educazione, ma che in realtà faceva riferimento ad un più ampio processo di sviluppo etico e spirituale della persona. La formazione assume i connotati di un concetto complesso e completo contraddistinto, prima, dall’idea socratica del “so di non sapere” e, poi, dall’approccio tipicamente aristotelico dell’imparare facendo. L’idea greca di formazione si esplica soprattutto attraverso il metodo pedagogico della maieutica consistente nella ricerca della verità per mezzo della sollecitazione attiva di un soggetto pensante.

Nella Roma antica, invece, il concetto di formazione diviene prettamente pratico e finalizzato, per lo più, a plasmare l’optimus civis. Sia nel mondo greco che in quello romano, che per certi versi sono l’uno lo specchio dell’altro, la formazione si caratterizza per essere un processo completo e dinamico che inizia nell’età infantile per poi proseguire durante tutta l’età adulta.

Nel Medioevo, con la nascita delle prime università, la formazione si trasferisce in luoghi ad essa appositamente dedicati e inizia ad essere progressivamente istituzionalizzata. Accanto alle università, che possono essere considerate come l’evoluzione di un modello di insegnamento impartito nelle cattedrali e nei monasteri, si colloca la figura dell’amanuense. Questa particolarissima professione, tipicamente medievale, incarna perfettamente l’idea di formazione o, meglio, l’idea di una paziente trasmissione del sapere. Se molti testi antichi sono giunti fino a noi proprio è anche grazie alla meticolosa opera degli amanuensi.

Con l’avvento dell’età moderna e la nascita dell’individualismo, l’ideale antico di formazione subisce un progressivo processo di parcellizzazione. Si afferma il principio dell’unicità dell’individuo: vissuti personali ed esperienze entrano a far parte del processo formativo che, per quanto possibile, viene “personalizzato” nella convinzione che ciascun individuo reagisca agli stimoli formativi in maniera differente.

La formazione per noi

Fare formazione per noi significa mettere le nostre competenze al servizio dell’individuo-persona nella consapevolezza che l’apprendimento è, anzitutto, un rapporto bidirezionale imperniato su una fiducia reciproca e una mirata attenzione verso la qualità di ciò che si insegna.

Abbiamo deciso di rappresentare il nostro ideale formativo partendo proprio dalla parola “formazione”, provando a rappresentare, attraverso ogni lettera che la compone, il senso di quello che formare significa per la nostra società.

Fcome fiducia: perché è l’elemento base di ogni relazione costruttiva;
O come orientamento: perché colui che insegna è simile ad un arciere che scocca la sua freccia tracciando una direzione guida;
R come reciprocità: perché la formazione è un processo dinamico capace di mettere in relazione più soggetti nello stesso contesto;
M come motivazione: perché formare bene significa anche essere capaci di motivare. Alla base di ogni grande successo c’è sempre una buona motivazione;
A come attenzione: perché il nostro metodo formativo è attento a quelle che sono le esigenze del singolo e considera l’individuo sempre come parte attiva del processo;
Z come zelo: perché l’impegnarsi dà sempre i suoi frutti;
I come interesse: perché è la scintilla sulla quale si innesta la buona formazione;
O come obiettivo: perché la formazione è un percorso finalizzato al raggiungimento di un traguardo che, poi, si trasformerà in una nuova partenza;
N come novità: perché il processo formativo deve sempre rinnovarsi nei contenuti e nella metodologia;
E come empatia: perché nel processo formativo diviene fondante la capacità di coinvolgere l’altro nello sviluppo delle proprie competenze.